Le voci che più spesso gonfiano un preventivo web sono l'hosting rivenduto con forti ricarichi, le revisioni non quantificate, i canoni mensili obbligatori senza servizi corrispondenti e le licenze di plugin premium mai menzionate. Nessuna di queste è illegale: sono semplicemente costi che diventano visibili troppo tardi.
Perché due preventivi per lo stesso sito differiscono di migliaia di euro
Capita di ricevere una risposta da 900 € e una da 6.000 € per la stessa richiesta. La reazione istintiva è pensare che qualcuno stia esagerando. Quasi sempre, invece, stanno descrivendo prodotti diversi senza dirlo.
A 900 € si compra tipicamente un tema acquistato, installato e riempito con i contenuti che fornisci. A 6.000 € si compra un progetto seguito da più persone, con fasi di analisi e design. Nel mezzo c'è tutto il resto. Il problema non è il prezzo: è che i preventivi raramente dicono a quale di questi mondi appartengono.
Le voci che si gonfiano più spesso
| Voce | Come si presenta | Cosa chiedere |
|---|---|---|
| Hosting | Cifra annuale generica, senza nome del servizio | Quale fornitore e quanto costa a listino pubblico |
| Revisioni | "Revisioni incluse" senza numero | Quante esattamente, e il costo di quelle successive |
| Canone mensile | Obbligatorio per "tenere il sito online" | Quali servizi copre, voce per voce |
| Licenze plugin | Assenti dal preventivo, compaiono al rinnovo | Quali estensioni a pagamento userà e quanto costano l'anno |
| Contenuti | "Testi inclusi", senza nessuna domanda sul tuo lavoro | Chi li scrive materialmente e su quali informazioni |
| Voci generiche | "Ottimizzazione", "consulenza", "strategia" | Quante ore e cosa producono concretamente |
L'hosting rivenduto: l'esempio più comune
Molti fornitori acquistano hosting all'ingrosso e lo rivendono. È una pratica legittima e anche comoda per il cliente, che ha un solo interlocutore. Diventa un problema quando il ricarico è di diversi multipli e nessuno lo dichiara.
La verifica è semplice: chiedi il nome del servizio e cerca il listino pubblico. Se il preventivo dice "hosting professionale" senza nominare nessuno, quella è già una risposta parziale. Un margine sulla gestione è ragionevole; pagare molte volte il costo reale senza saperlo, no.
Le revisioni non quantificate
È la voce che fa più danni, e a entrambe le parti. Senza un numero definito, il cliente si sente in diritto di chiedere modifiche all'infinito e il fornitore inizia a rallentare per proteggersi. Il progetto si trascina e il rapporto si logora.
Un preventivo serio dice quanti giri di revisione sono compresi per ogni fase e cosa succede oltre. Non è rigidità: è il modo per far sì che entrambi sappiano quando il lavoro è finito.
Il canone che non puoi smettere di pagare
Distingui due situazioni molto diverse. Un canone di manutenzione che copre aggiornamenti, backup e assistenza è un servizio reale e ha un prezzo giusto. Un canone obbligatorio "per tenere il sito online", senza il quale il sito sparisce, è un altro discorso: significa che il sito non è tuo, è in affitto.
La domanda che chiarisce tutto: se smetto di pagare, cosa succede? Se la risposta è che il sito resta tuo ma senza assistenza, è un contratto di servizio. Se la risposta è che il sito va offline, stai affittando.
Le licenze che compaiono al secondo anno
Su un sito costruito con un CMS e un page builder, le estensioni a pagamento si accumulano: il builder stesso, il plugin per i moduli, quello per le prestazioni, quello per i backup, magari il tema in abbonamento. Ognuna con il suo rinnovo.
Il primo anno spesso sono comprese nel prezzo. Dal secondo diventano una spesa tua, e non è facoltativa: senza rinnovo niente aggiornamenti, e senza aggiornamenti si accumulano vulnerabilità note. Chiedere l'elenco delle licenze previste e il loro costo annuale è una domanda del tutto legittima.
Le domande da fare sempre
- Chi resta intestatario di dominio e hosting? Devono essere tuoi, con le credenziali in tuo possesso
- Quante revisioni sono comprese e cosa costa andare oltre
- Quali costi ricorrenti mi aspettano dal secondo anno
- Chi scrive i testi, materialmente
- Cosa succede se si rompe qualcosa dopo la messa online, con quali tempi
- Posso vedere un progetto simile al mio, non il più bello del portfolio
Quando conviene alzarsi dal tavolo
- Pagamento interamente anticipato. Un acconto è prassi; il saldo intero prima di vedere qualcosa ti lascia senza leva se il progetto si blocca
- Prezzo sparato senza domande su cosa fai e a chi ti rivolgi
- Rifiuto di mettere per iscritto chi possiede dominio e hosting
- Sconti a scadenza ravvicinata per farti firmare in giornata
- Risposte vaghe già in trattativa, che è il momento in cui ha più interesse a essere chiaro
E i preventivi troppo bassi?
Meritano la stessa attenzione di quelli alti. Un sito su misura richiede settimane di lavoro tra analisi, progettazione, sviluppo e verifiche, più i costi vivi e le imposte di chi lavora con partita IVA. Sotto una certa cifra quel lavoro non ci sta, e quello che si compra è l'installazione di un template.
Non è una truffa: è un prodotto diverso, che per certe situazioni va benissimo. L'importante è saperlo prima, non scoprirlo quando si vuole modificare qualcosa. Ne parlo più a fondo in perché un sito vetrina non può costare 300 euro.
Domande frequenti
Quali voci si gonfiano di più in un preventivo web?
Hosting rivenduto con ricarichi elevati, revisioni non quantificate, canoni mensili obbligatori senza servizi corrispondenti e licenze di plugin premium non menzionate, che compaiono come spesa dal secondo anno.
Come capisco se un preventivo è onesto?
Da quanto è specifico. Un preventivo onesto dice cosa è incluso e cosa no, quante revisioni comprende, chi resta intestatario di dominio e hosting e quali costi ricorrenti ti aspettano.
È normale pagare un canone mensile per il sito?
Dipende da cosa copre. Se corrisponde a manutenzione, backup e assistenza reali, è un servizio legittimo. Se serve solo a tenere il sito online e senza di esso il sito sparisce, stai affittando invece di possedere.
Perché un preventivo costa 900 € e un altro 6.000 €?
Perché descrivono prodotti diversi: un tema installato e riempito non è la stessa cosa di un progetto seguito su misura. Il problema è che i preventivi raramente dichiarano a quale dei due appartengono.
Vuoi un secondo parere su un preventivo?
Se hai un preventivo in mano e vuoi capire cosa stai comprando, posso guardarlo e dirti quali voci chiederei di chiarire. Anche se poi decidi di andare con loro. Scrivimi.



