Il dominio è l'indirizzo del sito (iltuonome.it) e costa in genere pochi euro all'anno. L'hosting è lo spazio dove il sito vive, e il prezzo varia molto secondo la tecnologia. Sono due cose distinte, spesso vendute insieme, ed entrambe devono essere intestate a te — non a chi realizza il sito.
La differenza in una frase
Se il sito fosse un negozio, il dominio sarebbe l'indirizzo scritto sull'insegna e l'hosting il locale che affitti. Puoi cambiare locale mantenendo la stessa insegna, e puoi cambiare insegna restando nello stesso locale: sono contratti separati, spesso con fornitori diversi.
Quanto costano davvero
| Voce | Cosa comprende | Ordine di grandezza annuo |
|---|---|---|
| Dominio .it o .com | Registrazione e rinnovo annuale | Pochi euro l'anno |
| Hosting condiviso economico | Server diviso con centinaia di altri siti | Poche decine di euro |
| Hosting professionale | Risorse garantite, backup, supporto reale | Da circa un centinaio di euro in su |
| Hosting per siti statici / moderni | Distribuzione su rete globale, spesso con piani gratuiti per progetti piccoli | Da zero a poche decine di euro |
| Caselle email sul dominio | indirizzi tipo nome@iltuodominio.it | Variabile secondo il fornitore |
Perché l'hosting da 3 euro al mese ti costa caro
L'hosting condiviso economico funziona mettendo moltissimi siti sulla stessa macchina. Finché nessuno consuma troppo va bene; quando un sito qualsiasi tra quelli riceve un picco di traffico, ne risentono tutti gli altri.
Il sintomo concreto è il tempo che il server impiega a rispondere alla prima richiesta. Se quel tempo è alto, l'LCP peggiora a prescindere da quanto sia ottimizzato il sito: nessuna compressione delle immagini recupera un server che ci mette un secondo solo a iniziare a rispondere. È il caso in cui risparmiare qualche decina di euro all'anno vanifica un investimento di migliaia.
Non significa che serva sempre l'hosting costoso. Significa che l'hosting va scelto in base alla tecnologia del sito, non al prezzo più basso della pagina di listino.
Hosting per siti moderni: come cambia il discorso
Un sito costruito su misura e generato come pagine statiche non ha bisogno di un server che elabori qualcosa a ogni visita: i file sono già pronti e vengono distribuiti da una rete di nodi geograficamente vicini a chi naviga.
Questo cambia due cose. La prima è la velocità: il contenuto parte da un nodo vicino invece che da un unico server. La seconda è il costo: per un sito vetrina o professionale la spesa di hosting su queste piattaforme è spesso una frazione di quella di un hosting tradizionale, quando non rientra nei piani gratuiti.
È uno dei motivi meno raccontati per cui lo sviluppo su misura conviene sul lungo periodo — ne parlo nel confronto con WordPress e i CMS tradizionali.
Come scegliere il dominio
- Corto e dettabile al telefono: se devi spiegare come si scrive, è il dominio sbagliato
- Estensione coerente: .it se lavori sul mercato italiano, .com se guardi oltre
- Niente trattini e numeri: si perdono nel passaparola e nella comunicazione verbale
- Verifica che non sia già un marchio altrui prima di registrarlo e stamparlo ovunque
- Attiva il rinnovo automatico: la dimenticanza è la causa più banale di siti spariti
La cosa più importante di tutte: l'intestazione
Dominio e hosting devono risultare intestati a te o alla tua azienda, con le credenziali di accesso in tuo possesso. Non è un dettaglio burocratico: è la differenza tra possedere il proprio sito e averlo in prestito.
Il problema si manifesta sempre nel momento peggiore — quando vuoi cambiare fornitore, o quando quello che c'era non risponde più. Se il dominio è intestato a lui, recuperarlo va dalla semplice richiesta di trasferimento a una trattativa lunga, secondo la disponibilità di chi lo detiene.
Nei miei progetti registro io il dominio per conto del cliente, ma intestato al cliente. È una verifica che vale la pena fare oggi sul proprio sito, non fra due anni: nella guida su come scegliere chi realizza il sito è una delle domande da porre prima di firmare.
Email professionale sul proprio dominio
Con il dominio puoi avere indirizzi del tipo nome@iltuodominio.it. Oltre all'aspetto di credibilità, c'è un motivo pratico: un indirizzo su dominio proprio resta tuo anche se cambi fornitore di posta, mentre un indirizzo gratuito è legato per sempre a quel servizio.
Una raccomandazione tecnica: la posta va configurata con i record di autenticazione corretti, altrimenti i messaggi rischiano di finire nello spam dei destinatari. È una configurazione che si fa una volta e va verificata, non si dà per scontata.
Errori che vedo più spesso
- Dominio intestato al fornitore precedente, scoperto solo quando serve cambiarlo
- Hosting scelto sul prezzo, incompatibile con la tecnologia del sito
- Rinnovo automatico disattivato e carta di credito scaduta
- Email sul dominio configurate senza autenticazione, che finiscono in spam
- Nessun backup fuori dall'hosting: se il fornitore ha un problema serio, si perde tutto insieme
Domande frequenti
Qual è la differenza tra dominio e hosting?
Il dominio è l'indirizzo del sito, l'hosting è lo spazio dove il sito risiede. Sono contratti distinti che possono stare presso fornitori diversi, anche se vengono spesso venduti insieme.
Quanto costano hosting e dominio all'anno?
Il dominio costa pochi euro l'anno. L'hosting varia molto: da poche decine di euro per un condiviso economico a un centinaio o più per uno professionale. Per i siti statici moderni la spesa è spesso minima o nulla.
L'hosting economico può rallentare il sito?
Sì, ed è uno dei motivi più frequenti di LCP scarso. Se il server impiega troppo a rispondere alla prima richiesta, nessuna ottimizzazione del codice o delle immagini compensa quel ritardo.
A chi devono essere intestati dominio e hosting?
A te o alla tua azienda, con le credenziali in tuo possesso. Se sono intestati a chi ha realizzato il sito, cambiare fornitore può diventare complicato o richiedere una trattativa.
Hai dubbi sulla configurazione?
Posso consigliarti l'impostazione adatta al tuo progetto e occuparmi del setup, mantenendo tutto intestato a te. Scrivimi.




